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Da visitare
Pomarance [distanza 5 minuti]
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| Il borgo di Pomarance è uno dei comuni più estesi della provincia di Pisa. Il borgo risale agli inizi dell'anno 1000, e conserva ancora la struttura di castello medievale con mura e porte di accesso. Ancora visibili sono le 3 porte di accesso ed il primo giro di mura difensive. Particolarmente suggestiva è la panoramica sulle "grotte" fenomeno franoso analogo alle Balze volterrane che, nel corso dei secoli, ha inghiottito le costruzioni più antiche. |

Da visitare : La Chiesa romanica (XII secolo) quasi mimetizzata tra le case della stretta via mascagni, mantiene l'austera facciata originale, mentre l' interno rimaneggiato fra il XVIII e li XIX secolo, e ben ristrutturato, conserva l'impianto a tre navate ed è arricchito da affreschi ed opere d'arte di alto pregio, quali l'"Annunciazione" di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio. Del XIX secolo è il teatro dei " Coraggiosi" , costruito secondo i canoni del teatro classico italiano, con forma a ferro di cavallo, platea e tre ordini di palchi. Dello stesso periodo sono i numerosi palazzi signorili che fiancheggiano Via Roncalli tra cui casa Bicocchi , dimora perfettamente conservata e completa di tutti gli arredi originali, palazzo de Larderel in stile neoclassico appartenuto ai de Larderel la famiglia che iniziò lo sfruttamento dei soffioni boraciferi, e palazzo Ricci che ospita la biblioteca comunale ed una interessante raccolta di ceramiche pomarancine del XVI e XVII secolo. |
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| Ignota è l'etimologia del nome Pomarance che nei più antichi documenti troviamo citato come Ripamaranci, Ripamarancie, Ripomaranci ed in seguito Le Pomarancie fino all'attuale denominazione. Alcuni storici farebbero derivare il suo nome da una antica coltura di aranci seccati nel gelido inverno dei 1306; secondo Curzio Inghirami avrebbe preso tal nome dal legionario romano Marancio Pomario; altri lo farebbero derivare da "Ripa Marazza" (altura sulla palude) o da Ripa Marrancia, cioè rupe mancina o rupe sulla sinistra dei fiume Cecina; potrebbe anche derivare dalla denominazione degli etruschi, a noi sconosciuta, ipotizzata dal compianto Prof. Fiumi. Ripamaranci è citato per la prima volta in un racconto di un gruppo di cristiani guidati da San Regolo i quali, provenienti dall'Africa e sbarcati a Populonia (515 d.C.), si diressero verso Volterra facendo sosta a Pomarance. La leggenda vuole che uno di essi, San Giusto, lasciasse la propria impronta in una roccia di gabbro, posto lungo la via vecchia Volterrana e denominato ancora oggi "Masso di San Giusto". |
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